La Corte d’Appello degli Stati Uniti per il Nono Circuito ha stabilito, per la prima volta, che la dottrina del forum non conveniens non è applicabile nelle azioni volte a confermare un lodo arbitrale straniero ai sensi della Convenzione sul riconoscimento e l’esecuzione dei lodi arbitrali stranieri (la Convenzione di New York del 1958).

La Corte d’Appello degli Stati Uniti per il Nono Circuito ha stabilito, per la prima volta, che la dottrina del forum non conveniens non è applicabile nelle azioni volte a confermare un lodo arbitrale straniero ai sensi della Convenzione sul riconoscimento e l’esecuzione dei lodi arbitrali stranieri (la Convenzione di New York del 1958). A seguito del rinvio da parte della Corte Suprema degli Stati Uniti, la Corte d’Appello del Nono Circuito ha affrontato tre questioni nella causa Devas Multimedia Private Ltd. contro Antrix Corp. Ltd.[1]: 1) la competenza per materia ai sensi dell’eccezione in materia di arbitrato prevista dal Foreign Sovereign Immunities Act (FSIA), 2) la competenza personale ai sensi del Quinto Emendamento e 3) il forum non conveniens. La Nona Circoscrizione ha confermato la sentenza del tribunale distrettuale su tutti e tre i punti. Il presente articolo si concentra sull’analisi del forum non conveniens effettuata dalla Corte e fornisce spunti chiave per le parti titolari di lodi arbitrali stranieri.

Contesto

La controversia verte sui prolungati tentativi di Devas Multimedia Private Ltd. (Devas) di far eseguire un lodo arbitrale di 562,5milioni di dollari a carico di Antrix Corp. Ltd. (Antrix), una società indiana interamente controllata. Nel 2005, Antrix e Devas hanno stipulato un accordo in base al quale Antrix avrebbe costruito, lanciato e gestito due satelliti e concesso in locazione a Devas una porzione dello spettro radio indiano in banda S. In cambio, Devas si è impegnata a pagare i costi di costruzione e i canoni di locazione. Nel febbraio 2011, Antrix ha preteso di rescindere l’accordo, invocando una politica governativa, che vietava la concessione in locazione dello spettro per uso commerciale. Devas ha avviato un arbitrato presso la Camera di Commercio Internazionale (ICC) nel luglio 2011 e, nel settembre 2015, un collegio arbitrale composto da tre membri ha concluso che Antrix aveva rescisso l’accordo in modo illegittimo ed ha emesso un lodo a favore di Devas. Nel 2018, Devas ha presentato istanza alla Corte distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto occidentale di Washington affinché confermasse il lodo. La corte distrettuale ha accolto l’istanza e ha emesso una sentenza di 1,3 miliardi di dollari a carico di Antrix. Antrix ha presentato ricorso in appello e, nel 2023, un collegio della Nona Circoscrizione ha ribaltato la sentenza sulla base della giurisdizione personale, in conformità con la giurisprudenza circoscrizionale allora vigente, che richiedeva a Devas di dimostrare l’esistenza di contatti minimi con il foro. La Corte Suprema ha ribaltato la sentenza nel giugno 2025 – sostenendo che il Foreign Sovereign Immunities Act non impone alcun requisito di contatti minimi al di là delle eccezioni ivi elencate – e ha rinviato la causa alla Nona Circoscrizione affinché esaminasse le restanti argomentazioni di Antrix, tra cui il forum non conveniens[2].

La sentenza della Nona Circoscrizione

Il tribunale distrettuale aveva precedentemente respinto l’istanza di rigetto presentata da Antrix sulla base del forum non conveniens. In appello, la Nona Circoscrizione ha confermato la decisione, ritenendo che la dottrina non sia applicabile nei procedimenti di esecuzione ai sensi della Convenzione di New York per tre motivi: essa è in contrasto con 1) il testo della Convenzione di New York, 2) lo scopo della Convenzione di New York e 3) la struttura dei procedimenti di esecuzione. In primo luogo, la Nona Circoscrizione ha ritenuto che il testo della Convenzione di New York non includa il forum non conveniens tra i motivi per rifiutare il riconoscimento e l’esecuzione. La Convenzione stabilisce un regime di esecuzione obbligatorio per i lodi arbitrali da essa disciplinati: l’articolo III richiede che ogni Stato contraente “deve riconoscere i lodi arbitrali come vincolanti ed eseguirli”, mentre l’articolo V limita le eccezioni ammissibili, stabilendo che il riconoscimento e l’esecuzione “possono essere rifiutati […] solo se” la parte, che oppone resistenza, dimostra uno dei motivi elencati. L’inconveniente del foro non figura tra questi. La Corte d’Appello del Nono Circuito ha avvertito che riconoscere il forum non conveniens come base per negare l’esecuzione “aggiungerebbe un’eccezione che il trattato non prevede”[3]– un risultato in contrasto con il principio della Convenzione, secondo cui i lodi arbitrali contemplati devono essere eseguiti in assenza di un’eccezione specificatamente elencata[4]. In secondo luogo, la Corte d’Appello del Nono Circuito ha concluso che consentire il rigetto per motivi di convenienza minerebbe l’obiettivo centrale del trattato. Lo “scopo principale” della Convenzione di New York è, infatti, “unificare i criteri in base ai quali […] i lodi arbitrali vengono eseguiti nei paesi firmatari”[5]. Consentire ai singoli tribunali di rifiutare l’esecuzione a loro discrezione introdurrebbe esattamente quel tipo di “eccezione discrezionale all’esecuzione, variabile da foro a foro”, che è «inconciliabile con l’intento della Convenzione”[6]. La Corte ha inoltre affrontato l’argomentazione di Antrix, secondo cuil’indicazione contenuta nell’articolo III della Convenzione di New York, che impone ai tribunali di dare esecuzione ai lodi “in conformità con le norme procedurali del territorio, in cui si fa valere il lodo”, includa il forum non conveniens come norma procedurale ammissibile. La Nona Circoscrizione ha respinto questa interpretazione, ragionando che la clausola disciplina solo le modalità di esecuzione, ma non conferisce a uno Stato firmatario il potere di rifiutare del tutto l’esecuzione. Tale conclusione deriva direttamente dalla decisione della Nona Circoscrizione risalente a quasi 25 anni fa nella causa Hosaka v. UnitedAirlines, Inc.,[7] , in cui si era stabilito che il forum non conveniens fosse incompatibile con la Convenzione di Varsavia, nonostante la simile indicazione contenuta in tale trattato secondo cui le questioni procedurali dovessero essere disciplinate dalla legge del foro. La Corte ha applicato allora lo stesso ragionamento, che applica oggi. La Corte d’Appello del Nono Circuito ha riconosciuto che altri tribunali sono giunti a una conclusione diversa nell’interpretazione di clausole procedurali analoghe. Nel caso Figueiredo Ferraz E Engenharia de Projeto Ltda. contro Repubblica del Perù, ad esempio, la Corte d’Appello degli Stati Uniti per il Secondo Circuito ha ritenuto che una disposizione analoga contenuta nella Convenzione di Panama consentisse l’applicazione del principio del forum non conveniens[8]. La Nona Circoscrizione ha espressamente dissentito, ritenendo “più persuasivo ”il parere dissenziente nel caso Figueiredo, secondo cui tali clausole procedurali riguardano solo le modalità di esecuzione, non la possibilità di rifiutarne del tutto l’esecuzione[9]. In terzo luogo, la Nona Circoscrizione ha ritenuto che la struttura di un’azione di esecuzione ai sensi della Convenzione di New York precluda l’applicazione della dottrina. Poiché il forum non conveniens presuppone l’esistenza di un foro alternativo adeguato, la dottrina non può applicarsi laddove tale alternativa non esista. In un procedimento di conferma, il creditore del lodo cerca di procedere all’esecuzione su beni commerciali sovrani situati negli Stati Uniti – beni che, ai sensi del FSIA, solo un tribunale statunitense ha il potere di pignorare[10]. Nessun tribunale straniero può concedere tale provvedimento. Di conseguenza, non esiste un foro alternativo in grado di fornire un rimedio soddisfacente.

Conclusione

Con questa decisione, la Nona Circoscrizione si allinea alla Corte d’Appello degli Stati Uniti per la Circoscrizione del Distretto di Columbia nel ritenere che il forum non conveniens non sia applicabile nei “procedimenti di conferma di un lodo arbitrale straniero, poiché solo i tribunali statunitensi possono pignorare beni commerciali stranieri situati negli Stati Uniti”[11]. La sentenza accentua l’attuale divergenza giurisprudenziale con la Corte d’Appello del Secondo Circuito. Per le parti titolari di lodi arbitrali stranieri, che intendono farli eseguire nei confronti di Stati o enti statali con beni situati negli Stati Uniti, questa decisione offre un importante chiarimento: i tribunali della Nona Circoscrizione non possono respingere un’azione di esecuzione ai sensi della Convenzione di New York sulla base del forum non conveniens.

 

[1]Devas Multimedia PrivateLtd. contro Antrix Corp. Ltd., nn. 20-36024, 2026 WL 2330570 (9°Cir. 12 agosto 2026).

[2]CC/Devas (Mauritius) Ltd. contro Antrix Corp., 605 U.S. 223 (2025).

[3]Devas contro Antrix, n.20-36024, a *8.

[4] Restatement(Third) of the U.S. Law of Int’l Comm. Arb. § 4.27 (Am. L. Inst. 2023).

[5]Devas, n. 20-36024, a *8(citando Scherk contro Alberto-Culver Co., 417 U.S. 506, 520 n. 15(1974)).

[6]Devas, n. 20-36024, a *8.

[7]Hosaka contro United Airlines, Inc., 305 F.3d 989 (9° Cir. 2002).

[8]Figueiredo Ferraz E Engenharia de ProjetoLtda. contro Repubblica del Perù, 665 F.3d 384, 391-392 (2° Cir.2011).

[9]Devas, n. 20-36024, n. 8.

[10]Cfr. 28 U.S.C. §§ 1609,1610(a)(6).

[11]Tatneft contro Ucraina,21 F.4th 829, 840 (D.C. Cir. 2021) (citando LLC SPC Stileks controRepubblica di Moldavia, 985 F.3d 871, 876 n. 1 (D.C. Cir. 2021)).

 

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