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Come la legge SB 574 trasforma la compliance legale negli Stati Uniti: dai nuovi obblighi di riservatezza e trasparenza in tribunale alla sfida delle prove manipolate dai deepfake.
La regolamentazione dell’Intelligenza Artificiale nel settore legale ha appena superato il confine delle semplici linee guida deontologiche per diventare una norma vincolante. Il Governatore dellaCalifornia, Gavin Newsom, ha firmato il disegno di legge SB 574, rendendo lo Stato il pioniere nella disciplina dell'uso dell'IA generativa per gli avvocati.
Questo provvedimento trasforma le raccomandazioni etiche in veri e propri obblighi di legge, tracciando una linea che influenzerà la compliance legale a livello globale.
I 4 pilastri della SB 574: cosa cambia per gli studi legali
La nuova normativa impone ai professionisti requisiti stringenti per mitigare i rischi legati ai software di intelligenza artificiale. In particolare, la legge stabilisce quattro doveri fondamentali:
1. Tutela della riservatezza e privacy dei dati
È vietato inserire dati personali, informazioni sensibili o non di dominio pubblico all'interno di sistemi di IA generativa, a meno che l'accesso alla piattaforma non sia protetto e limitato esclusivamente al legale o a personale autorizzato e vincolato dal segreto professionale.
2. Verifica delle fonti e stop alle "allucinazioni" dell'IA
Gli avvocati devono adottare ogni misura ragionevole per verificare l'accuratezza dei testi prodotti dall'algoritmo, controllando minuziosamente la correttezza di tutte le citazioni giurisprudenziali e normative prima del deposito.
3. Rimedio tempestivo agli errori
Vi è l'obbligo esplicito di correggere tempestivamente qualsiasi materiale generato dall'IA, che si riveli errato, parziale o inaffidabile.
4. Trasparenza nei depositi atti
L'utilizzo dell'intelligenza artificiale generativa deve essere chiaramente dichiarato in tutti i documenti ufficiali presentati di fronte ai tribunali.
Modifiche al Codice di Procedura Civile e sanzioni
La SB 574 interviene direttamente sulla Sezione 128.7 del Codice di procedura civile californiano. Da oggi, la firma di un avvocato su un atto equivale alla dichiarazione di aver verificato personalmente ogni singola citazione, eliminando la possibilità di giustificare eventuali errori o falsità come semplici "allucinazioni" tecnologiche.
Per preservare la reputazione dei professionisti da errori involontari, il legislatore ha introdotto un meccanismo di risoluzione preventiva: prima che una violazione legata all'IA venga iscritta nel registro pubblico del tribunale, le parti dovranno tentare di risolvere la controversia privatamente.
La sfida successiva: l'ammissibilità delle prove AI
Se regolamentare la condotta dei legali ha trovato un rapido consenso, stabilire norme probatorie per i materiali generati o manipolati dall'IA (come i deepfake) si sta rivelando molto più complesso.
Mentre la Louisiana ha già introdotto l'obbligo di dichiarare l'uso dell'IA nella fase preliminare dei processi, a livello federale si valuta l'adozione della Federal Rule of Evidence 707 per vagliare l'affidabilità delle prove tecnologiche. Anche il Consiglio Giudiziario della California si sta muovendo per definire nuove linee guida entro i prossimi anni.
Il problema investe anche la finanza e il corporate: l'avanzamento dei deepfake e delle frodi finanziarie tramite IA sta procedendo a una velocità superiore rispetto alla capacità umana di rilevamento.
L'evoluzione del rapporto tra diritto e nuove tecnologie rappresenta un fronte centrale per la tutela dei nostri clienti. Linares Associates PLLC monitora costantemente questi sviluppi per garantire i massimi standard di innovazione e compliance legale.