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Cosa cambia per le imprese che devono recuperare crediti internazionali e pignorare beni commerciali negli Stati Uniti.
La Corte d’Appello degli Stati Uniti per il Nono Circuito ha stabilito, per la prima volta nella storia giudiziaria americana, un principio fondamentale: la dottrina del forum non conveniens non è applicabile nelle azioni volte a confermare un lodo arbitrale straniero ai sensi della Convenzione di New York del 1958.
A seguito di un cruciale rinvio da parte della Corte Suprema degli Stati Uniti, la Corte d’Appello ha affrontato e risolto tre questioni decisive nella causa Devas Multimedia Private Ltd. contro Antrix Corp. Ltd. (2025/2026):
- La competenza per materia ai sensi dell’eccezione sul diritto dell'arbitrato prevista dal Foreign Sovereign Immunities Act (FSIA).
- La competenza personale ai sensi del Quinto Emendamento della Costituzione USA.
- L'applicabilità della dottrina del forum non conveniens.
La Nona Circoscrizione ha confermato in toto la sentenza del tribunale distrettuale. Questo articolo analizza l’innovativo orientamento espresso sul forum non conveniens, fornendo spunti operativi chiave per le imprese e le parti titolari di lodi arbitrali internazionali che intendono aggredire beni negli Stati Uniti.
Il contesto: l'accordo sui satelliti e la lunga battaglia legale
La controversia internazionale nasce dai prolungati tentativi della società Devas Multimedia Private Ltd. (Devas) di dare esecuzione a un lodo arbitrale del valore di 562,5 milioni di dollari a carico di Antrix Corp. Ltd. (Antrix), una società interamente controllata dallo Stato indiano.
I fatti all'origine della causa:
- Nel 2005, Antrix e Devas stipulano un accordo commerciale: Antrix avrebbe costruito, lanciato e gestito due satelliti, concedendo in locazione a Devas una porzione dello spettro radio indiano in banda S. In cambio, Devas si impegnava a coprire i costi di costruzione e i canoni di locazione.
- Nel febbraio 2011, Antrix recede unilateralmente dall’accordo, invocando una nuova sopravvenuta politica governativa indiana che vietava la concessione dello spettro radio per uso commerciale.
- Nel luglio 2011, Devas reagisce avviando un arbitrato internazionale presso la Camera di Commercio Internazionale (ICC). Nel settembre 2015, il collegio arbitrale conclude che Antrix ha rescisso il contratto in modo illegittimo ed emette il lodo multimilionario a favore di Devas.
Il braccio di ferro nei tribunali statunitensi
Nel 2018, Devas presenta istanza alla Corte distrettuale degli Stati Uniti (Distretto occidentale di Washington) per confermare il lodo. Il tribunale accoglie la richiesta, emettendo una sentenza esecutiva che, tra interessi e rivalutazioni, sale a ben 1,3 miliardi di dollari a carico di Antrix.
Da quel momento inizia un complesso iter in tre gradi di giudizio:
- L'Appello del 2023: Un collegio del Nono Circuito ribalta la sentenza. I giudici ritengono che manchi la giurisdizione personale, applicando la giurisprudenza allora vigente che richiedeva a Devas di dimostrare l’esistenza di "contatti minimi" dell'ente straniero con lo Stato di Washington.
- Il verdetto della Corte Suprema (Giugno 2025): La Corte Suprema degli Stati Uniti ribalta l'appello. Gli Ermellini americani chiariscono che il Foreign Sovereign Immunities Act (FSIA) non impone alcun requisito di contatti minimi al di là delle eccezioni espressamente elencate dalla legge.
- Il rinvio al Nono Circuito: La causa viene rinviata alla Corte d'Appello affinché esamini le restanti difese sollevate da Antrix, tra cui, appunto, il tentativo di bloccare l'esecuzione invocando l'incongruenza del foro americano (forum non conveniens).
La decisione del Nono Circuito: perché il Forum Non Conveniens non si applica
La Corte d'Appello ha respinto definitivamente le tesi difensive di Antrix. I giudici hanno chiarito che nei procedimenti di esecuzione governati dalla Convenzione di New York del 1958, la dottrina del forum non conveniens è del tutto incompatibile, basandosi su tre pilastri giuridici:
1. Il testo tassativo della Convenzione di New York
Il testo del trattato internazionale istituisce un regime di esecuzione obbligatorio per i lodi e non include la convenienza del foro tra i motivi legittimi per rifiutarne il riconoscimento. L’Articolo III impone agli Stati contraenti l'obbligo di riconoscere i lodi come vincolanti, mentre l’Articolo V elenca in modo tassativo ed esclusivo le uniche eccezioni ammissibili. Introdurre il forum non conveniens significherebbe aggiungere un'eccezione arbitraria che il trattato non prevede.
2. La tutela dello scopo unificatore del trattato
Consentire ai singoli tribunali locali di rifiutare l’esecuzione di un lodo internazionale a propria discrezione distruggerebbe l'obiettivo centrale della Convenzione di New York, che nasce proprio per uniformare i criteri di esecuzione tra i paesi firmatari.
I giudici hanno inoltre respinto la tesi secondo cui il riferimento alle "norme procedurali del territorio" contenuto nell'Articolo III includa il forum non conveniens. Richiamando il famoso precedente Hosaka v. United Airlines (relativo alla Convenzione di Varsavia), la Corte ha ribadito che le clausole procedurali regolano solo le modalità dell'esecuzione, ma non conferiscono mai a un tribunale il potere di rifiutarla del tutto. Con questa netta presa di posizione, il Nono Circuito ha espresso un aperto dissenso rispetto all'orientamento storicamente più flessibile del Secondo Circuito (caso Figueiredo Ferraz E Engenharia).
3. L'inesistenza strutturale di un foro alternativo
Per definizione, la dottrina del forum non conveniens può essere invocata solo se esiste un foro alternativo adeguato in cui la causa può essere discussa. Nel caso dell'esecuzione di un lodo, tuttavia, il creditore mira a pignorare specifici beni commerciali di proprietà dello Stato straniero situati fisicamente sul suolo statunitense. Poiché solo un tribunale americano ha il potere giurisdizionale di pignorare beni situati negli StatiUniti ai sensi del FSIA, nessun tribunale estero (nemmeno quello indiano) potrebbe concedere un rimedio equivalente. L'assenza di un foro alternativo rende la dottrina strutturalmente inapplicabile.
Conclusioni e spunti pratici per le imprese titolari di lodi stranieri
Con questo storico verdetto, il Nono Circuito si allinea alla giurisprudenza della Corte d’Appello del Distretto di Columbia (D.C.Circuit). Si consolida così un orientamento di massima tutela per i creditori internazionali, confermando che i tribunali statunitensi non possono lavarsi le mani di un procedimento di conferma se i beni aggredibili si trovano negli Stati Uniti.
La sentenza accentua l’attuale divergenza giurisprudenziale (il cosiddetto circuit split) con il Secondo Circuito (che include NewYork), storicamente più propenso ad ammettere il filtro del forum non conveniens.
Cosa cambia a livello strategico per le multinazionali e le parti titolari di lodi arbitrali stranieri?
- Scelta strategica del foro di esecuzione: Se un ente sovrano o una società straniera possiede asset commerciali negli Stati Uniti, avviare l'azione di conferma all'interno degli Stati sotto la giurisdizione del Nono Circuito (come la California o lo Stato di Washington) offre oggi una corsia preferenziale e scuda il creditore da lunghe eccezioni preliminari di natura ostruzionistica.
- Tutela del credito rafforzata: Gli Stati o le grandi aziende pubbliche estere non potranno più utilizzare la dottrina della convenienza del foro come scusa per spostare la lite nei loro paesi d'origine, dove il creditore rischierebbe di subire l'assenza di indipendenza dei tribunali locali.
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